Marzo, tempo di Violette

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Marzo, tempo di Violette

Messaggio Da Haryn il Mer Mar 04, 2015 11:39 am



Marzo, tempo di Primule e tempo di Violette. Ho pensato di dedicare a questo timido fiore questa breve ricerca..che si rivelata interessante!

Nel significato dei fiori la viola del pensiero è un fiore perfetto da regalare alla persone di cui si è innamorati! Cosa dicono nel linguaggio dei fiori i petali della viola?

La viola del pensiero è un fiore perfetto da regalare: i suoi petali colorati hanno infatti un significato tenero e delicato che verrà senza dubbio apprezzato dalla persona che li riceverà in dono!

La viola del pensiero è un fiore molto semplice ma al contempo affascinante, ha le sue origini nell’altro emisfero (arriva infatti da America del Sud, Nuova Zelanda e Australia) anche se alcuni sostengono sia nata in Arabia con il nome di “Kheyry”.

Utilizzato da sempre da arabi e romani per rendere le bevande più profumate e gradevoli, ai nostri giorni viene soprattutto utilizzata per estrarre oli essenziali. Tante sono poi le storie che orbitano intorno a questo fiore…

Secondo la leggenda Demetra, dea delle colture, si accorse del rapimento della figlia Persefone da parte di Ade, il dio dell’oltretomba, e disperata per questo rese la terra sterile. Zeus convinse però Ade a far trascorrere a Persefone primavera e autunno con la madre. Demetra così rese nuovamente la terra feconda e la prima volta che Persefone tornò sulla terra fu accolta da tanti piccoli fiori: le viole del pensiero!

Secondo le leggende francesi dentro i petali delle viole del pensiero è possibile scorgere il volto della persona amata. Regalera una piantina di viole del pensiero ha infine un unico e inequivocabile messaggio: pensa a me!

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È un fiore che propizia l'amore, si narra infati, che una freccia di Cupido cadde su di una viola del pensiero.
Una leggenda narra che Zeus, che aveva dovuto trasformare una sua amante, Io, in una giovenca, le aveva poi creato un fiore per nutrirsi, la Viola mammola.
Una versione del mito di Attis narra che il giovane, che non poteva sposarsi con l'amata principassa Atta, si evirò sotto un Pino e morì. Dal suo sangue crebbero viole dai petali rosseggianti. Disperata per la sua morte anche Atta si uccise e dal suo sangue crebbero altre Viole.
Il 22 marzo si celebrava il culto in nome di Attis nella Roma Imperiale. Era il giorno della viola, infatti, si trasportava in processione un tronco di pino adornato di Viole.
L'eroe della Viola è colui che si sacrifica per trasformarsi in questo fiore.
Si narra che i cavalieri della tavola rotonda consultassero le Viole per conoscere il loro destino.
La Viola del pensiero chiamata dai francesi "pensèe", divenne, nel "sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, la chiave di tutta la commedia.
Una piantina così minuta e lussureggiante evoca da sempre tanti sentimenti.
La viola ha nel cuore di ognuno di noi un posto speciale, legato a ricordi d'infanzia, ad antichi e nuovi amori, a semplici ma profonde emozioni che danno sollievo all'anima.
Un sollievo che è anche fisico, date le proprietà terapeutiche della pianta, nota come "conforto del cuore".
Molti sono i nomi con i quali è conosciuta. Il più curioso è certamente quello di "suocera e nuora" per i colori contrastanti dei petali.
Per lo stesso motivo la Religione Cristiana ha visto nella viola il simbolo della Trinità: i tre colori diversi rappresentano le tre persone divine, separate ma indissolubili.
Nel linguaggio dei fiori il suo significato non poteva che essere "pensa sempre a me, io penso a te".
Nella storia i bonapartisti ne fecero il loro simbolo, in contrapposizione al giglio dei Borboni.
La caratteristica di fondere in un unico fiore tonalità cromatiche così diverse ha fatto sì che la pianta, attraverso il nome di viola del pensiero, fosse assimilata alla facoltà più alta dell'uomo, quella del pensiero appunto, che media tra opposte passioni e tra tendenze contraddittorie che agitano l'animo umano, raggiungendo con la mediazione un equilibrio che li supera tutti.



Un'antica leggenda delle valli piemontesi, narra che il nome "malastra" (nome del fiore della viola del pensiero) è stato dato a questo fiore, per significare la posizione privilegiata della matrigna e delle sue due figlie, rispetto alle due figliastre. Infatti, in basso, sul petalo maggiore, sostenuto da due sepali verdi, sta comodamente seduta la "malastra"; ai due lati, il petalo sorretto dal sepalo, rappresenta il sedile per le figlie; i due petali che si trovano in alto (nel solaio), rappresentano, invece, il sedile per le figliastre. A ricordare questa leggenda, nella Valle del Cervo si consuma con piacere una deliziosa minestra.

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