Gli Esseni

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Gli Esseni

Messaggio Da Haryn il Dom Nov 01, 2015 2:30 pm


ESSENI    

Esseni: Termine derivato dall’aramaico "asayya", medici dell'essere, dello spirito (insegnavano proprio la Medicina Biologico Naturale).

Setta ebraica di oscura origine, di cui è documentata l’esistenza dal II° secolo a.C.
Secondo Filone, Flavio Giuseppe e Plinio il Vecchio, ne vivevano circa 4000, specie nella zona del mar Morto (en gedi).
La Bibbia non ne parla affatto, anche se per numerosi studiosi è molto probabile, anzi quasi certo, che Giovanni Battista e Gesù abbiano subito una forte influenza delle loro dottrine; di Gesu' si pensa che sia stato un loro iniziato/rabbino, che poi e' fuoriuscito da essi.  



Nella loro dottrina si trovano diversi elementi della successiva mistica ebraica e cabalistica.
Setta degli antichi ebrei/giudei; al tempo del Gesu' il nazareno, non accettavano l'autorità dei farisei/saducei "padroni" e controllori del tempio di Gerusalemme; non effettuavano sacrifici di animali perche' vegetariani; vivevano in comunità sulle colline che si trovano lungo il deserto che fiancheggia il mar morto in Palestina; scomparvero per opera dei romani; una delle loro comunità Masada, è rimasta nota per il suicidio di massa degli abitanti la comunità, i quali si suicidarono tutti quanti, pur di non cadere vivi nelle mani dei romani. che li assediavano da anni.
Nelle grotte di Qmran (zona mar morto) sono stati trovati dei rotoli (scritti in fenicio/aramaico/antico ebraico) da loro nascosti, dai quali si possono intravedere alcune loro credenze.
Essi (i figli della Luce = figli dell'Aor) erano parte di una lunga discendenza spirituale dei "puri ebrei", seguaci del Mose' che fu' membro della casa del faraone e quindi sacerdote (colui che conosce il sacro, l'occulto, il nascosto) e che erano con lui usciti  (i loro padri spirituali) dall'Egitto; la loro ideologia originale (leggermente dissimile da quella degli Esseni che conosciamo attraverso i rotoli di Qmran), si trasmise di generazione in generazione e quindi di secolo in secolo fino ad arrivare agli anni contemporanei al nascente nuovo ebraismo messianico, (Gesu' il nazir) ovvero il giudeo-cristianesimo, che come gli Esseni, erano distaccati dal farisaismo dei giudei ufficiali (sinedrio di Gerusalemme) i quali furono poi quelli che, secondo ciò che troviamo scritto nei 4 vangeli Mt.Mc.Lu. Gio., condannarono assieme ai romani il "cospiratore" Gesu' il nazareno - da nazir -  (NON di Nazareth) alla morte per crocifissione sul Golgota, collinetta fuori le mura di Gerusalemme proprio situata lungo la circonvallazione, vi e' una grotta che appare come un teschio d'uomo ove vi e' un sepolcro con una grossa pietra che si rotolava davanti all'ingresso....



Gli Esseni come i successivi giudeo-cristiani utilizzavano anche la medicina naturale: frizioni fredde, abluzioni, fangoterapia, idroterapia, (in Masada si sono trovate le vasche a caduta, per questi riti di idroterapia fatti all'alba ed al tramonto come vuole la regola maestra della medicina naturale) clisteri, digiuni, vegetarianesimo, fruttarismo, fitoterapia, imposizione delle mani (prano terapia), meditazione nel deserto, confessione pubblica e privata, urino terapia, mangiavano in comunità, festeggiavano il giorno di riposo (il 7° giorno della settimana, il sabato = come giorno di riposo), non effettuavano sacrifici animali perché anche vegetariani, ecc.ecc.

Secondo Giuseppe Flavio, gli esseni usavano la "medicina naturale" per curare la malattia.
Leggiamo in Bellum iudaicum II,136 (traduzione di Luigi Moraldi): «Hanno una cura straordinaria degli scritti degli antichi, scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell'anima e del corpo. E qui studiano come guarire le malattie, le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre (minerali)».

Uno dei libri più importanti dell'essenismo è il Libro dei Giubilei, che risale alla seconda metà del secondo secolo a.C.
Leggiamo in Giub. X,12-13 (traduzione di Luigi Fusella): «Affinché Noè curasse con le piante della terra, noi [gli angeli] gli dicemmo, insieme con l'inganno, il rimedio di ogni malattia. E Noè, così come glielo avevamo insegnato, scrisse ogni specie di rimedio in un libro».
È dunque possibile che il contenuto del passo precedente di Giuseppe Flavio sia collegabile a questo passo del Libro dei Giubilei.
vedi anche: http://www.capurromrc.it/cristo/sette.htm

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Siamo ormai a vari decenni dalla clamorosa scoperta dei Manoscritti dei rotoli del Mar morto, fiumi e fiumi di parole sono state dette, scritte e pensate. Noi pensiamo sia stato scritto troppo e a volte male.
La "nota" che ci ha sempre  contraddistinto rispetto ai testi antichi e alle antiche tradizioni è la solita: dare la possibilità ad ognuno di "leggere" e "vivere" l'esperienza senza quella cattiva abitudine umana di "interpretare".
G. Cangemi scrive:
"..E mentre entrano nel patto, i sacerdoti ed i leviti benediranno il Salvatore e tutti i suoi atti si adempiano di promesse, e tutti coloro che entrano nel Patto diranno dopo di loro: Amen, Amen. (Amen non è da intendersi con "così sia", ma come dal'l'Apocalisse, inteso come il "testimone verace".

Quanto sopra, ovviamente, per ciò che concerne gli Esseni del Mar Morto. Tuttavia la stessa parola "Amen" nella comunità degli Esseni del nord (i Nazareni del Monte Carmelo), aveva un significato diverso, essendo essa una contrazione della parola "Aumen". Tale parola, di probabile origine egiziana (Kaumen) o mesopotamica, significava "il Dio Nascosto o il Dio Vivente. (spesso abbreviato ne "Il Vivente", come si incontra spesso nel Vangelo gnostico di Tomaso o in altri gnostici).

Presso i Nazareni l'espressione "B'ney Amen" significava, appunto, "Figli di Dio": ESATTAMENTE COME SI DEFINIVA GESU' il quale faceva parte della comunità Nazarena, da cui, tuttavia, si era in un certo qual modo differenziato aderendo (o fondando insieme) alla comunità degli Ebioniti - Nazareni di suo fratello Giacomo.
Una "piccola" osservazione. Il nome completo del "Vivente" era: Aumen El, (Il Dio Nascosto o il Dio Vivente). E' sin troppo ovvio che il nome "Emanuel", attribuito a Gesù, NON DERIVAVA AFFATTO dall’EBRAICO "IMHA'NU EL", che significa "Dio è con noi", ma proprio da AUMEN EL, termine TIPICO della setta dei NAZARENI !

A causa della evidente CENSURA OPERATA nei confronti della comunità ESSENO-NAZARENA, da parte degli "evangelisti" e delle gerarchie ecclesiastiche, le quali seguivano PRECISE strategie tese ad obliare certi aspetti che intendevano mantenere nascosti, i furbastri fondatori hanno lasciato credere che "Emanuel" (Aumen El) derivasse dall'ebraico e che significasse "Dio è con noi" !

MA PERCHE' tutta questa "censura" all'insegna dei NAZARENI ?
Censura che è arrivata persino alla risibile e falsa affermazione che "Nazareno" significasse "abitante di Nazareth" !, si possono fare varie ipotesi: tuttavia, a mio avviso, la spiegazione risiede nel fatto che la fede dei Nazareni si identificava con quella giudaica solo in parte. Ed è solo in parte che AUMEN EL si identificava con Yahweh !
Infatti, Aumen El, a differenza di Yaweh, era un Dio "androgino", più vicino alle deità del mondo pagano-gentilizio che a quello ortodosso ebraico !
I nazareni, rigidamente vegetariani, contestavano la legge dei sadducei, affermando che tale legge era menzognera, in quanto Mosè diede agli israeliti (e quindi ai nazareni) un'altra Legge, successivamente  "armonizzata" (per usare un termine cattolico !) dalla protervia dei sadducei !
Un forte motivo di contrasto era rappresentato dai sacrifici degli animali sull'altare del Tempio !
A prescindere dall'aspetto etico, secondo il quale i nazareni ritenevano che anche la vita degli animali, al pari di quella degli uomini, andasse rispettata, c'è anche un'altro aspetto importante: tali sacrifici riconducevano direttamente alle usanze dei pagani, per cui i nazareni ritenevano inammissibile il fatto che Mosè potesse aver dato tale legge ! (Considerando che gli animali sacrificati finivano nelle cucine dei sadducei, si può anche capire l'avversione che costoro provavano nei confronti dei Nazareni !)

Gli ESSENI del MAR MORTO.
Chi erano costoro ? Innanzitutto va chiarito, una volta per tutte, che la parola "esseno" (nel linguaggio dei primi nazareni, ESSAYY) non identificava l'adepto ad una particolare setta, ma solo le CARATTERISTICHE degli adepti a determinate sette, in quanto "esseni" significava "guaritori".
Nello stesso linguaggio, anche i "medici" egiziani sarebbero stati chiamati a loro volta "esseni", senza tuttavia avere nulla in comune per ciò che concerne l'aspetto religioso delle sette palestinesi !
Dunque, Esseni come "guaritori", in generale. Gli esseni del Mar Morto avevano, rispetto agli esseni-nazareni, una connotazione decisamente più "giudaizzante".
Molto probabilmente gli altri Esseni presenti nel nord dell'Egitto, e che furono chiamati dai greci "therapeuti" (medici o guaritori), avevano caratteristiche intermedie tra i nazareni e gli esseni del Mar Morto.
Il nome con il quale questi esseni erano identificati dalla popolazione non greca era "Jesseani" (o Jessaeni): nome dal quale sicuramente derivò "Ossaeni", cioè gli ESSENI del MAR MORTO, (con tale nome li identificò  Epifanio di Salamina)
Dal momento che lo stesso Eusebio di Cesarea affermò che i primi "cristiani" vennero chiamati "jesseni" (solo gli sciocchi, i disinformati e gli accademici della Mira Lanza possono credere che i primi cristiani venissero chiamati "cristiani"), e che altri padri "fondatori" affermarono che il cristianesimo nacque in Egitto, tra la comunità dei terapeuti, si può ben capire l'effettiva presenza di Gesù in Egitto, e NON CERTO IN TENERA ETA' !
By Elio

vedi: Esseni ed i vangeli +  ESSENI 2  +  Esseni 3  + Esseni e Vangeli + Ebioniti + Giudeo-Cristiani + GNOSI fra i primi Cristiani + Vangelo  aramaico  + Vangeli + Apocrifi + Falsificazioni della Bibbia + Falsificazioni Storiche + Origini Cristiane + Cattolicesimo + INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI + Giuseppe Flavio + Gesu' l'Illuminato

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QUMRAN: Nelle COMUNITA' PALEOCRISTIANE (Esseni) le DONNE ERANO SACERDOTESSE !
Eccezionale scoperta dalle giare che contenevano i rotoli del mar morto, in cui si capisce come la comunità Essena avesse integrato negli ordini sacerdotali ANCHE le DONNE, come aveva precedentemente fatto anche Gesù " ERA ASSISTITO da MOLTE DONNE".
Le grotte di Qumran, dove nel 1947 furono ritrovati i famosi rotoli del Mar Morto, furono, nel I secolo d.C., un importante centro di spiritualita' e di culto del gruppo ebraico degli Esseni, una sorta di monastero non solo maschile ma aperto anche alle donne, come dimostrerebbe il recente studio di una serie di antichi contenitori utilizzati per conservare gli unguenti e i profumi ed anche piatti e brocche.
Se i rotoli negli ultimi 65 anni sono stati studiati a fondo, finora non era mai stato compiuto un'indagine approfondita sulle ceramiche di Qumran, ritrovate nelle grotte vicino al Mar Morto, tra cui anche le giare (diverse decine) che contenevano proprio quei manoscritti.
Questo studio e' stato compiuto adesso da un'equipe di studiosi italiani guidata dai professori Marcello Fidanzio e Riccardo Lufrani nei sotterranei del museo Rockfeller di Gerusalemme.

La Facolta' Teologica dell'Italia Centrale ha partecipato a questo progetto in collaborazione con l'Ecole Biblique et Archeologique Française di Gerusalemme ospitando due sessioni preparatorie nella propria sede di Firenze e inviando due dei suoi studenti di teologia biblica, Diletta Rigoli e don Bledar Xhuli, che oggi hanno riferito, in una conferenza stampa nel capoluogo toscano, dei risultati emersi durante il ''Qumran Seminar''.
- Le ''giare-manoscritto'', hanno spiegato Rigoli e Xhuli, sono cilindri di ceramica alti circa un metro, di fattura molto raffinata, che vanno dal II secolo a.c. al 70 d.C., anno della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei romani.
La 'lettura' delle giare, e dell'altro materiale ceramico ritrovato nel sito archeologico (molti piatti, che probabilmente servivano per la offerte votive, ma anche brocche, vasi, unguentari) secondo i due ricercatori potrebbe confermare che Qumran (su cui esistono ancora molti misteri e punti di controversia tra varie correnti di pensiero) sia stato un importante centro di spiritualita' e di culto esseno, di cui le grotte (in cui le giare sono state ritrovate) costituivano una specie di ''biblioteca'' per la conservazione del testo sacro nella sua purezza, anche per difenderlo da eventuali saccheggi da parte dei soldati Romani.
I nuovi studi sulle giare sembrano confermare molte delle ipotesi avanzate da Roland De Vaux, domenicano dell'Ecole Biblique di Gerusalemme, che condusse gli scavi delle grotte di Qumran e dell'insediamento adiacente. Fu De Vaux a formulare la celebre teoria che interpreta il sito archeologico come un ''monastero esseno''.
De Vaux propose nel 1959 la sua teoria: Qumran era il sito comunitario degli Esseni, una setta che intorno al 150 a.C. si era staccata da Gerusalemme, in opposizione all'''empia'' ellenizzazione dell'ebraismo, per praticare il lavoro, la preghiera e l'osservanza della purita' rituale; e i rotoli erano la loro ''biblioteca'', nascosta nelle grotte per metterla in salvo, al tempo della rivolta antiromana culminata nella distruzione del Tempio, nel 70 d.C.
Nel periodo successivo la prematura morte di De Vaux nel 1971, gli studi si approfondirono e la teoria dell'archeologo subi' le prime forti critiche: si constato' che solo una parte dei documenti rimandava agli Esseni, gli altri attestavano tendenze religiose diverse e anche divaricanti.
Tuttavia mentre i manoscritti furono completamente pubblicati negli anni '90, i materiali di scavo, rimasti 'dormienti' dalla meta' degli anni '50, nel 1987 furono affidati dall'E'cole Biblique all'archeologo domenicano Jean-Baptiste Humbert, sotto la cui supervisione ha operato la squadra italiana nelle ultime settimane.

Fonte: antikitera.net



Consiglio a chi volesse approfondire l'argomento del rapporto di Gesù con il popolo esseno, di cercare e vedere il film "I giardini dell'Eden" con l'attore Kim Rossi Stuart nel ruolo del Cristo.
Personalmente, posso dire di non aver perduto sino a qui nessun film che parlasse del Maestro..Ho trovato questa pellicola leggermente differente dalle altre..forse molto piu' semplice e meno suggestiva, ma altrettanto ricca di perle da conservare con cura...come il singolare approccio di Gesù col tentatore....e le scene che ritraggono il Maestro all'interno, appunto, dei gruppi Esseni.




Ultima modifica di Haryn il Dom Nov 01, 2015 3:24 pm, modificato 1 volta
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Re: Gli Esseni

Messaggio Da Haryn il Dom Nov 01, 2015 3:23 pm



Come è noto, numerosi studiosi tendono a porre Gesù nell’ambito degli Esseni. Costoro da un lato erano una sorta di setta ebraica, dall’altro medici e studiosi; vestivano di bianco ed al culto ebraico sembra sovrapponessero elementi di un culto solare. Sono attestati in Palestina a partire dal II secolo a.C..

Ora, ricordando che nel III secolo a.C. i Celti (= Galli) erano dilagati fino al Mediterraneo orientale ed avevano costituito un regno di Galati nell’attuale Turchia, non sembra irragionevole supporre che i Galli, alla fine della loro avanzata verso il sud-est del Mediterraneo, abbiano stabilito un avamposto in “Galilea” (cioè “terra di Galli”) e che pertanto gli Esseni, attestati a partire dal secolo successivo, siano nati dalla commistione di elementi ebraici e di Druidismo celtico.
Costoro avrebbero continuato a tenere fraterni rapporti con esponenti della madrepatria celtica (cioè le attuali Francia nonché Isole Britanniche, forse con estensione alla Spagna “celtibera” dove si trova anche una “Galizia”) …

In questo ambiente sarebbe nato Gesù, il cui nome è invero quasi identico al celtico Esus (o Hesus, soprannome dell’eroe Cuchulainn nonché di un dio celtico; inoltre, per quanto ciò possa apparire ingannevole, l’uomo della Sindone sembrerebbe avere fattezze “indoeuropee”).
Dopo la crocifissione, lui o la sua famiglia si sarebbero rifugiati in Gallia, dove avrebbero trovato un ambiente estremamente favorevole per la diffusione del messaggio. Ecco spiegata la tradizione della Maddalena in Francia, di Giuseppe d’Arimatea (che probabilmente era un membro della stessa confraternita, come Nicodemo e Lazzaro) e dei racconti celto-cristiani del Graal.
Pertanto, mentre Pietro e Paolo esportavano a Roma una dottrina fortemente ebraizzata e poi romanizzata, nel frattempo in Gallia forse si diffondeva, negli ambienti druidici ancora ben presenti in epoca romana, un cristianesimo celtizzato, basato sul ricordo del grande “druido” nato in Palestina.



Forse è questa l’origine del cristianesimo celtico, dalle spiccate connotazioni esoteriche, che secoli dopo avrebbe dato una grande impronta al mondo medioevale (pensiamo alla “Matière de Bretagne”, alle cattedrali gotiche, ai Cistercensi, a San Bernardo, al templarismo…).

E Costantino?
Costui, all’inizio del IV secolo, si impone a Roma provenendo da York (la romana Eboracum, in Inghilterra meridionale, di cui era il governatore) con un esercito celtico (con la croce sugli scudi, tipico “logo” celtico).
Non è affatto assurdo ritenere che in tale esercito fosse già diffuso il messaggio cristiano (veicolato, presumibilmente, attraverso il druidismo d’Oltralpe): Costantino pertanto – ecco il probabile perché del successo della sua politica di cristianizzazione- una volta divenuto imperatore avrebbe per così dire ricongiunto i due tronconi, quello “celtico” del suo esercito e quello “romanizzato” di un cristianesimo che si era nel frattempo sviluppato a Roma ad opera di Paolo, Pietro e dei successori di quest’ultimo, e che fino ad allora era stato perseguitato (successivamente, sappiamo bene che nel Medioevo queste due componenti si sarebbero scontrate in un tragico conflitto, che ha portato alla fine dell’una e alla decadenza dell’altra).

Così pure si spiega da un lato la singolarità del cristianesimo celtico e delle sue leggende, dall’altro la costante, strenua difesa della Chiesa cattolica da parte della Francia, protrattasi addirittura fino all’intervento del 1849 contro la Repubblica Romana, e dunque non legata soltanto alla geopolitica. D’altronde, ancora adesso il cristianesimo, sia pure romanizzato, è la bandiera dell’Irlanda, cioè la terra dove si sono mantenute più vive le antiche tradizioni celtiche.

In ogni caso il cristianesimo, visto sotto questa luce, in sostanza appare – a parte il genio del suo fondatore – come il prodotto di quattro culture distinte, ciascuna delle quali avrebbe portato un suo specifico contributo:



1- quella celtica, risalente direttamente a Gesù nonché presumibilmente agli Esseni ed al “bagno” iniziale in terra gallica; di qui non solo il successivo ciclo del Graal, ma anche influssi “indoeuropei” riconoscibili già negli stessi vangeli, quali ad esempio la parabola delle vergini che devono tenere acceso il fuoco in attesa dello sposo: è il concetto delle “spose del Sole”, che ritroviamo nelle Vestali romane ma anche tra gli Incas; od anche il riferimento alle “porte dell’Inferno” (concetto astronomico presente sia in Omero che in India e in Iran, come ho cercato di mostrare nel mioOmero nel Baltico) e le chiavi d’oro e d’argento di Pietro, da cui la bandiera gialla e bianca del Vaticano;
2 – quella ebraica (ovviamente; forse dovuta più a Pietro che allo stesso Gesù; peraltro sappiamo bene quanta poca simpatia vi sia stata fra Ebrei e cristiani fino a tempi recenti);
3- quella greca (soprattutto nei Padri della Chiesa; ma pensiamo anche a concetti quali il “porgere l’altra guancia”, concetto socratico ancor prima che evangelico, ripreso par pari dal Gorgia di Platone, o all’altrettanto socratico “amaro calice”, che evoca irresistibilmente la cicuta usata per sopprimere un giusto al termine di un altro ben noto processo);
4 – quella romana (il diritto e le istituzioni ecclesiastiche).

Inoltre, le fonti storiche ci dicono che gli Esseni rivolgevano una preghiera mattutina rivolti al Sole. Sul contenuto di tale preghiera esse tacciono; tuttavia, a nostro avviso, non sarebbe troppo azzardato congetturare che si tratti proprio del Padre Nostro, tramandatoci dai Vangeli come preghiera insegnata ai discepoli da Gesù in persona. Infatti, rileggendolo in modo spregiudicato, “Padre nostro che sei nei cieli” appare essere una chiara invocazione al Sole (e ciò che segue è coerente); inoltre, “dacci oggi il nostro pane quotidiano” conferma che si tratta di una preghiera del mattino, prima dell’inizio delle attività della giornata.
Riletto in questa ottica, il “Padre nostro” sarebbe addirittura accostabile all’inno al Sole di Amenophis IV-Ekhnaton, il quale a sua volta potrebbe aver recuperato aspetti arcaici della religione egizia, in cui il tema solare è ben presente, magari fusi con apporti di origine Hyksos, che secondo certi studi attuali, sviluppati da studiosi dell’Università di Teheran, sarebbero non semiti bensì indoeuropei (incidentalmente, il controverso passaggio “Non ci indurre in tentazione…” su cui si sono sempre affannati gli esegeti, si potrebbe intendere non nel tradizionale senso “Non ci tentare”, che sia teologicamente che logicamente è insostenibile, bensì nel senso “Non indurci a tentarti”, cioè non metterci nelle condizioni di tentare te -ad esempio, con frasi, spesso dettate dalla disperazione, tipo “se Dio esiste, deve farmi un miracolo”- anche considerando che nelle scritture è sempre l’inferiore che tenta il superiore, cioè il diavolo tenta l’uomo e l’uomo tenta Dio, mai viceversa.

In ogni caso, partendo dal legame, per così dire “circolare”, che sembra unire gli Esseni e i Celti alla figura di Gesù ed allo stesso Cristianesimo, si possono spiegare molte cose finora assai poco chiare, in primis la straordinaria diffusione che la nuova religione ebbe sin dalle sue origini. Infine, per concludere, potremmo ancora osservare che, riletto in quest’ottica, il trionfo del Cristianesimo si potrebbe interpretare, più che in chiave di continuità con l’Impero Romano, quasi come una sorta di “rivincita” dell’antico druidismo contro le legioni da cui secoli prima era stato schiacciato.
Felice Vinci

fonte: http://misteri.newsbella.it/
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