Agarthi: un mistero tra leggenda e destino

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Agarthi: un mistero tra leggenda e destino

Messaggio Da kumuvayah il Gio Mag 14, 2015 7:41 pm

Questo video, presentato da Astrambiente Lazio e creato da Valeria Temperini, Michela Rosarno e Valerio Panfoli in collaborazione con la Prof.ssa Adriana Bisirri, docente e direttrice della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici "Gregorio VII" di Roma, narra la leggenda del regno sotterraneo di Agarthi e dei misteri che lo circondano.


fonte : http://www.astronavepegasus.it

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Re: Agarthi: un mistero tra leggenda e destino

Messaggio Da kumuvayah il Mer Mag 27, 2015 2:30 pm




E se il centro della Terra esistesse davvero? L’affascinante teoria della “Terra Cava”

C'è che crede che il segreto dell'origine umana si trovi nelle profondità della Terra, nel nucleo stesso del nostro pianeta. Sorprendentemente il primo a dare credito al concetto della Terra cava è uno dei fondatori dell'astronomia moderna, Edmond Halley, conosciuto per aver scoperto la cometa alla quale è stata data il suo nome.

Studiosi ed esploratori continuano a scoprire siti archeologici in cui leggenda e realtà si incontrano.

Questi ritrovamenti potrebbero essere delle prove che la storia del genere umano su questo pianeta, sia molto più profonda di quanto sappiamo attualmente?

C’è che crede che il segreto dell’origine umana si trovi nelle profondità della Terra, nel nucleo stesso del nostro pianeta.

Il Polo Nord, una distesa apparentemente infinita di ghiaccio artico, è avvolto nel buio per sei mesi all’anno. Qui, non c’è cibo e nessun riparo, nemmeno una grotta per proteggersi dai venti sferzanti e dalle temperature che precipitano fino a 70° sottozero.

Secondo la geologia tradizionale, sotto il Polo e l’Oceano Artico si trova la crosta più rocciosa della Terra, spessa fino a 48 chilometri. Al di sotto di questo strato c’è la roccia fusa, scaldata dal nucleo rotante del pianeta, con al centro un cuore di ferro e di nichel grande come la luna.




Gli scienziati hanno dedotto queste informazioni misurando la gravità terrestre, il magnetismo e le onde sismiche. Ma nessuno ha mai visto direttamente queste zone interne del pianeta.

E’ possibile che la superficie ghiacciata del Polo Nord nasconda un passaggio verso un mondo oltre la superficie terrestre? C’è chi crede che la risposta sia affermativa. Sono i sostenitori della teoria della “Terra Cava”.

La teoria della “Terra Cava” afferma che la Terra non ha un nucleo liquido all’interno, ma che è appunto cava, cioè vuota, e sospesa nell’incavo, ci sarebbe un sole interno.




Sorprendentemente il primo a dare credito al concetto della Terra cava è uno dei fondatori dell’astronomia moderna, Edmond Halley, conosciuto per aver scoperto la cometa alla quale è stata data il suo nome. Nel 1691, l’astronomo inglese presentò alla Royal Society di Londra la sua ipotesi, secondo la quale Terra sarebbe cava e conterrebbe altre sfere concentriche al suo interno, un pò come una Matrioska russa.

Ipotizzava questo per una ragione molto pratica: il polo magnetico della Terra si sposta un pò ogni anno verso ovest e la sua teoria prevedeva una serie di sfere interne al pianeta che girano indipendentemente l’una dall’altra e dalla superficie esterna. Suggerì anche che queste sfere interne potessero essere abitate!

Nel 1818, l’ex capitano dell’esercito statunitense John Cleves Symmes Jr. annuncia che ci sono grosse aperture su ciascun polo da cui poter accedere alla terra interna. Con Symmes, l’idea della Terra cava si lega all’esplorazione dei poli. Fino ad allora, nessuno aveva mai visto l’Antartide.






La Teoria della Terra Cava, cattura di nuovo l’immaginazione del pubblico nel 1864, con l’uscita del secondo romanzo di Jules Verne “Viaggio al centro della Terra”. Nel romanzo una guida islandese, un professore e un giovane scendono al centro della Terra.

Il romanzo di Verne si sarebbe potuto chiamare tranquillamente “Viaggio al centro della geologia”, materia che, insieme alla paleontologia, appassionava molto nella metà del XIX secolo e in “Viaggio al centro della Terra” se ne parla diffusamente.

Ma mentre Verne rende popolare l’idea che esistano ancora forme di vita estinte (tipo i dinosauri) all’interno della Terra, secondo alcuni ci sono delle civiltà avanzate che vivono stabilmente nelle profondità del pianeta. Costoro suppongono che questi abitanti siano in possesso di tecnologie avanzate, tra cui quella dei dischi volanti, tanto famosi presso gli appassionato di fenomeni UFO.

Ma esiste qualche prove che dimostri la veridicità di queste teorie fantastiche? Qualcuno è mai stato nel mondo interno della Terra? I sostenitori della teoria della Terra Cava rispondono di sì e sono convinti che uno di questi esploratori non era solo un luminare, ma anche un famoso pioniere dei poli. Si tratta dell’ammiraglio Richard Byrd.

Negli anni ’20, Byrd fece scalpore volando sopra il Polo Nord e diventando il primo uomo a sorvolare il Polo Sud. Ma i teorici della Terra Cava credono che il famoso esploratore sia andato ben oltre, il 19 febbraio 1947, infatti, l’ammiraglio Byrd pilota un aereo attraverso un tunnel situato al Polo Nord accedendo all’interno della Terra.

Si racconta che dei velivoli simili a dischi volanti presero il controllo del suo aereo con una specie di raggio traente e lo fecero atterrare in una citta della Terra interna. L’ammiraglio Byrd entrò in contatto con delle entità aliene le quali si consideravano i “Guardiani del Pianeta”.

Le entità comunicarono all’ammiraglio di non approvare il modo in cui l’umnità utilizzava l’energia nucleare: pochi anni prima c’erano stati i casi di Hyroshima e Nagasaky. Quando l’ammoraglio andò a Washington, gli fu imposto di mantenere il segreto e di non diffondere per nessun motivo queste notizie.






Alcuni sostengono che il resoconto dell’Ammiraglio Byrd sul suo volo all’interno della Terra sia descritto nel suo diario segreto pubblicato negli anni ’90, quasi quarant’anni dopo la sua morte.

Ma gli scettici ritengono che il diario sia un falso e sottolineano come nel febbraio del 1947, nello stesso periodo in cui l’ammiraglio avrebbe visitato il mondo situato sotto il Polo Nord, in realtà partecipava ad una grossa spedizione navale chiamata High Jump, a ventimila chilometri di distanza, vicino al Polo Sud.

 ("Nel 1947" Richard E. Byrd, contrammiraglio della marina degli Stati Uniti, si spinse a 2730 chilimetri oltre il polo nord, e nel 1956 comandò una spedizione che compì un volo di 4330 chilometri dalla base di McMurdo Sound, posta a 640 chilometri a est del polo sud. Egli affermò in entrambi i casi, di essere penetrato in una terra estesa per 3690 chilometri, molto al di là del polo, attraverso una regione senza cielo, con montagne, laghi distese di vegetazione scorgendo segni di vita animale (tra l'altro scorgendo una creatura simile ad un Mammut).
Questa scoperta importantissima è stata avvolta dai mass media americani dal più fitto "top secret" come affermò Raymond Bernard autore del libro "The hollow Earth" (la Terra cava) in cui scrive tra l'altro che gli eschimesi sono i discendenti di una razza vivente sotto la crosta terrestre e racconta che, quando si chiede loro la provenienza dei loro progenitori, indicano il nord. Le leggende eschimesi, aggiunge, accennano a una grande apertura al nord e narrano che i loro antenati vennero da una terra paradisiaca, molto al di là della barriera di ghiaccio, illuminata da una luce perpetua, con un clima mite, grandi laghi che non gelano mai, una terra popolata da animali tropicali.
Esiste comunque una prova inoppugnabile: una foto satellitare scattata dal satellite americano ESSA- 7 sul Polo Nord il 23 novembre 1968, che mostra, senza ombra di dubbio, un'apertura quasi perfettamente circolare tenuta nascosta alle rotte aeree commerciali dai soliti e "democratici Stati Uniti" agli occhi della maggior parte del mondo. Credo che lì ci sia una riserva biologica anche preistorica: d'altra parte i famosi "Iceberg" sono formati da acqua dolce ghiacciata e non salata come a rigor di logica dovrebbe essere.
Secondo alcuni, la partecipazione di Byrd a questa vasta operazione militare al Polo Sud è solo una storia di copertura che gli permise di precipitarsi dall’altra parte del pianeta senza essere seguito dai media ")
Il diario di Richard Byrd : https://www.youtube.com/watch?v=7KJqjLQezi8

Si tratta di un mito, perchè nessuno è in grado, attualmente, di dimostrare la veridicità della Teoria della Terra Cava. Tuttavia, si tratta di un mito grandioso e che potrebbe avere legami molto stretti con un nucleo storico antichissimo. Come nasce l’idea, in alcune religioni, dell’esistenza di un mondo degli “inferi“, cioè inferiore, abitato da demoni e mostri? E il mito greco dell’Ade?

Potrebbero esserci grandi spazi aperti all’interno della Terra in cui vivono civiltà aliene avanzate? è possibile che gli “dei” extraterrestri siano davvero venuti sulla Terra secoli fa e abbiano nascosto le prove del loro viaggio in una serie di grotte e tunnel sotterranei?

Forse abbiamo appena scalfito la superficie dei misteri sotteranei del nostro pianeta. Ma se è così, quali indizi del nostro lontano passato aspettano ancora di essere scoperti?



FONTE:  http://www.ilnavigatorecurioso.it

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Re: Agarthi: un mistero tra leggenda e destino

Messaggio Da Haryn il Gio Set 10, 2015 3:00 pm



Nel primo dopoguerra l’ammiraglio Richard Byrd della Marina degli Stati Uniti compì delle esplorazioni ai poli che riaccesero il dibattito sull’ipotesi della Terra cava e sull’esistenza del mitico regno di Agarthi e della sua capitale Shambhala. L’esistenza di un mondo sotterraneo abitato da una civiltà evoluta è presente in numerose antiche tradizioni.

Nel 1947 l’ammiraglio della Marina militare americana Richard Byrd compì un volo esplorativo al Polo Nord che ancora oggi non manca di suscitare una serie di domande a cui la scienza ufficiale fatica a rispondere. Spintosi 1.700 miglia “oltre” il Polo Nord cominciò a notare una trasformazione radicale dell’ambiente sorvolato che lo lasciò stupefatto. L’ammiraglio Byrd raccontò di essersi addentrato nei cieli di un territorio verdeggiante, un ambiente totalmente diverso da quello artico che ci si sarebbe aspettato. A terra era possibile osservare una vegetazione lussureggiante e rigogliosa tipica di territori con temperature medie molto superiori a quelle che caratterizzano il rigido clima polare. Le osservazioni dell’ammiraglio non si limitarono alla sola flora: nel diario di bordo annotò di aver osservato un animale dalla stazza notevole, simile ai mammut dell’età preistorica, che si muoveva nella vegetazione sottostante.
L’emozione e lo stupore provati dall’ammiraglio Byrd furono tali da indurlo a compiere, dopo nove anni, un secondo volo. Questa volta l’ammiraglio decise di sorvolare il Circolo Polare Antartico. Nel 1.956, in maniera analoga a quanto fece al Polo Nord, si spinse di circa 2.300 miglia “oltre” il Polo Sud. A testimonianza della sua impresa esiste la registrazione della comunicazione radiofonica che l’esploratore ebbe con la torre di controllo:
“Oggi, 13 gennaio, membri della spedizione degli Stati
Uniti sono penetrati per 2.300 miglia in una terra “oltre” il polo. Il volo è stato effettuato dall’ammiraglio Gorge Dufek della Marina militare degli Stati Uniti“. Byrd puntò la rotta sul polo magnetico terrestre senza variare mai direzione lungo il viaggio. Esattamente come avvenne nove anni prima, l’ammiraglio constatò un repentino cambiamento delle condizioni climatiche e la conseguente mutazione della flora e della fauna locale.
Diversi anni dopo la sua scomparsa, il diario di volo dell’ammiraglio Byrd venne reso pubblico permettendo a numerosi ricercatori di trovare risposte alle loro domande. Nel diario di bordo, Byrd scrisse che il suo aereo fu affiancato da mezzi volanti sconosciuti che lo “costrinsero” ad un atterraggio forzato presso una base aerea non presente sulle mappe ufficiali. Sceso dal suo velivolo l’ammiraglio venne accolto con rispetto e premura da un personaggio autorevole che gli rivelò i motivi di quella “convocazione”.

L’uomo, descritto con tratti delicati e capelli biondi, rivelò a Byrd l’esistenza di una progredita civiltà negli ignoti territori del mondo sotterraneo oltre all’esistenza di due aperture nei poli che permettevano l’entrata a tale regno. Il misterioso interlocutore profetizzò a Byrd l’approssimarsi di nubi oscure sul futuro dell’umanità e chiese all’ammiraglio di farsi portavoce di tali rivelazioni. Disse di essere molto preoccupato dei destini dell’umanità, soprattutto in seguito alla scoperta e all’utilizzo delle armi nucleari durante la II Guerra Mondiale. Nonostante il compito di diffondere tali avvertimenti, l’ammiraglio Byrd non poté assolvere la missione assegnatagli in quanto fu obbligato al silenzio da parte dei suoi superiori.

ALCUNE FOTO DELLE APERTURE AL POLO NORD FOTOGRAFATE NEGLI ANNI '60 DEL SECOLO SCORSO DAL SATELLITE NASA "ESSA".




I racconti dell’ammiraglio Byrd sono una pietra miliare per chiunque si interessi al tema della “Terra Cava”. Molti ricercatori moderni pensano che l’esploratore americano abbia verificato la realtà di un mito che appartiene a svariate tradizioni culturali e spirituali: l’esistenza di un luogo paradisiaco situato all’interno del nostro pianeta. Un regno governato da un leggendario sovrano mediatore tra Dio e gli uomini. A tal proposito, in letteratura non mancano diversi richiami (seppure in chiave fantastica ed allegorica) a tale tradizione. Basti pensare al noto romanzo Viaggio al centro della terra di Jules Verne, al mondo sotterraneo nel quale è ambientato Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll oltre al viaggio nel sottosuolo per eccellenza intrapreso da Dante Alighieri nella sua “Commedia“.

Tale mito è presente nei testi sacri delle più antiche culture orientali e medio-orientali dove non sono rari i racconti di contatti tra gli uomini e gli abitanti del regno presente nelle viscere della Terra. La tradizione buddhista tibetana descrive il regno di Agarthi e la sua mitica capitale Shambhala. Secondo tale credenza a capo del regno sotterraneo vi è il Re del Mondo, che risiede nel Tempio della Scienza Sacra e al cui comando vi sono gerarchie di esseri celesti provenienti dalle stelle. Essi governano ed influenzano l’andamento delle vicende umane che avvengono in superficie presiedendo all’evoluzione della nostra specie.
Negli antichissimi testi Uphanishad, appartenenti alla tradizione indiana, si narra del regno di Agarthi e del suo divino sovrano, chiamato Sanat Kumara, anch’esso al comando di una legione di esseri divini discesi in un’isola del mare di Gobi (oggi deserto di Gobi) a bordo di un’astronave fiammeggiante proveniente dalla stella bianca di Sirio. L’ultima apparizione in superficie del sovrano del regno di Agharti risalirebbe al 1.923 in India, quando si manifestò agli occhi degli increduli spettatori assiso su di un meraviglioso trono trainato da elefanti bianchi. Nel suo tragitto benediceva la folla recando in mano il simbolo di una mela d’oro sormontata da un anello sul quale era inciso un simbolo ben conosciuto da tutti: la svastica.

Il Re del Mondo appare anche nella tradizione biblica giudaico-cristiana con il nome di Melki Tsedeq, re di Salem. La sua identità è rivelata nella Genesi (XIV, 19-20) per poi essere ripresa in un commento di San Paolo (Epistola agli Ebrei, VII, 1-3): “Questo Melki Tsedeq, re di Salem, sacerdote dell’Altissimo, che andò incontro ad Abramo donò la decima di tutto il bottino; che è innanzitutto, secondo il significato del suo nome, re di giustizia poi re di Salem, cioè re di pace; che è senza padre, senza madre, senza genealogia, la cui vita non ha né principio né fine, ma che in tal modo è reso simile al Figlio di Dio, questo Melki Tsedeq rimane sacerdote in perpetuo“.

Il leggendario regno sotterraneo di Agarthi si configurerebbe dunque come la dimora terrena di popoli che visitarono i nostri cieli, con i loro prodigiosi mezzi volanti, nella notte dei tempi. Si tratterebbe della centrale di coordinamento della loro presenza sulla Terra, il centro logistico della loro missione sul nostro pianeta. Sebbene possa apparire una semplice credenza mitologica, confutata dalle attuali conoscenze scientifiche, l’idea che la Terra possa ospitare al suo interno una civiltà a noi sconosciuta rimane un’idea affascinante che non ha mancato di interessare, nel corso della storia, anche personalità di spicco che vi hanno dedicato anni di ricerca e di studi.

fonte: http://www.noiegliextraterrestri.it

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