Mu, il continente perduto

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Mu, il continente perduto

Messaggio Da Haryn il Sab Feb 07, 2015 1:23 pm

Mu, il continente perduto forse esisteva realmente

Tracce di un’antica crosta continentale sono state individuate nelle Mauritius e dimostrerebbero l’esistenza in passato di un micro-continente.



Il continente Mu, situato nell'oceano Pacifico, era un vasto territorio ondulato che aveva come confine settentrionale le isole Hawaii e come confine meridionale una linea immaginaria tracciata tra l'isola di Pasqua e le Figi. Da est a ovest misurava 8000 km e in latitudine 5000 km. Mu era ricca di vegetazione tropicale, fiumi, laghi e grandi animali. Era una sorta di grande giardino dell'Eden.

Il nome deriverebbe dalla omonima lettera greca, che sarebbe stata trovata incisa sulle pareti delle grotte di accesso al continente.

È uno dei tre leggendari continenti scomparsi, insieme ad Atlantide e Lemuria: Mu, che si troverebbe tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano, secondo un mito del XIX secolo fondato, come affermavano i suoi sostenitori, su antichi manoscritti Maya, resoconti di una terra lontana poi sommersa da un grande cataclisma. Considerata solo un’invenzione della fantasia, ispiratrice di romanzi e racconti, Mu potrebbe essere esistita davvero. Molto probabilmente non ospitò mai nessuna civiltà antica andata perduta, o i cui discendenti avrebbero dato vita alle civiltà precolombiane in America. Ma, secondo uno studio pubblicato su Nature Geoscience, nelle acque dell’Oceano Indiano un tempo poteva essere esistito un micro-continente scomparso milioni di anni fa sotto l’attuale fondale oceanico.

Basalto antichissimo - Secondo Bjørn Jamtveit, geologo dell’Università di Oslo, nelle isole Mauritius si troverebbero tracce di una crosta continentale scomparsa. Lì il basalto, che costituisce la base di un continente, è vecchio di circa 8,9 milioni di anni. Ma, analizzando granello per granello la sabbia di alcune spiagge dell’isola principale dell’arcipelago, sono stati individuati 20 piccoli cristalli di zircone, un minerale del gruppo dei neosilicati noto, come il diamante, per la sua resistenza all’erosione del tempo. Ebbene, lo zircone analizzato sarebbe molto più vecchio del basalto delle Mauritius: daterebbe a non meno di 660 milioni di anni fa, e un cristallo in particolare avrebbe quasi 2 miliardi di anni.



Un continente in fondo al mare - Lo zircone si cristallizza all’interno del granito o di altre rocce ignee, cioè prodotte da fenomeni lavici. Secondo il team guidato dal ricercatore norvegese, questi cristalli si sarebbero formati quindi all’interno di rocce provenienti da un’antichissima crosta continentale che si troverebbe sotto il fondale delle Mauritius. Probabilmente, eruzioni vulcaniche geologicamente recenti hanno portato alla luce queste rocce, facendole emergere dal fondale oceanico. C’è anche un’altra prova a fare di questa tesi. Le analisi del campo gravitazionale terrestre, realizzate negli ultimi anni dal satellite spaziale GOCE, dimostrano che nell’Oceano indiano esistono aree in cui la crosta del fondale oceanico è molto più spessa del normale: circa 25-30 chilometri di spessore rispetto ai normali 5-10 chilometri. Lì sotto potrebbe esserci quindi ciò che resta di un’antica massa terrestre, battezzata “Mauritia”, finita sommersa dai grandi stravolgimenti che avvennero nell’area dell’Oceano indiano milioni di anni fa, quando il subcontinente indiano venne spinto verso nordest, dando vita alla catena dell’Himalaya.

fonti
http://scienze.fanpage.it    
http://it.wikipedia.org

Dal mito di Atlantide, a quello di Lemuria, gli uomini non hanno mai abbandonato l’idea dell’esistenza di civiltà perdute, di cui non rimangono tracce, misteriosamente cancellate da sciagure di proporzioni bibliche.

Il mito di Mu, meno conosciuto ma forse il più interessante di tutti, deve sua diffusione alla figura del colonnello inglese, James Churchward, in servizio in India nel 1870, il quale elaborò una precisa traduzione delle celeberrime tavolette di Naacal custodite in un tempio indiano, che lui riuscì a decifrare con l’aiuto di un sacerdote buddista. Secondo la sua testimonianza, queste parlavano della creazione del mondo e dell’origine dell’uomo, il quale sarebbe comparso per la prima volta proprio sul continente Mu.

La leggenda vuole poi che Mu fosse coevo di Atlantide: nello stesso periodo Mu regnava nel Pacifico ed Atlantide nell’Atlantico. Dalla traduzione si evince che esso occupava un territorio delimitato dalle attuali isole Fiji, dalle Marianne, dalle Hawaii e, nel periodo di massimo splendore, era abitato da sessantaquattro milioni di persone, divise in dieci tribù e governate dal sovrano Ra-Mu, il cui regno era identificato come l’Impero del Sole, per via della divinità adorata. Il continente fu colpito da una catastrofe causata da vulcani e maremoti, in seguito a cui circa 13.000 anni fa si inabissò definitivamente.

Tuttavia le critiche mosse alla teoria della “Terra madre” sono tante, e nascono soprattutto dalla difficoltà di trovare prove archeologiche inconfutabili che la possano suffragare. Inoltre molti dubbi aleggiano intorno alla veridicità della traduzione delle tavolette di Naacal, che, tra l’altro, nessuno ha mai più potuto vedere, oltre a Churchward ed al monaco che gliele consegnò. Forse non sapremo mai dove inizia la realtà e finisce la leggenda, solo nuove scoperte archeologiche potranno svelare l’arcano.

fonte http://liberoviaggi.com





Le prime teorie indicavano una possibile collocazione di Mu nell’Oceano Pacifico. Secondo queste teorie, l’isola di Pasqua sarebbe la “cima” del continente scomparso. Questa teoria ebbe vita breve, una volta appurato che l’isola era una formazione a sé stante, avendo origine vulcanica (a differenza delle formazioni rocciose sottomarine che la circondano). Essa, inoltre, ha origine recente (geologicamente parlando), ed è troppo giovane per essere un possibile resto del continente Mu.

Oggi, a teoria più accreditata è che Mu, se fosse realmente esistito, si sarebbe trovato al largo dell’attuale Giappone, più precisamente al largo delle coste di Yonaguni dell’isola di Osaka. Dove furono localizzate strutture sottomarine sommerse. Recenti teorie, tuttavia,  negano questa ipotesi, in quanto tali strutture sottomarine sarebbero simili a quelle rinvenute al largo dell’Irlanda e dell’Islanda e dovute ad una particolare forma di eruzione vulcanica (di origini ancora sconosciute.

fonte http://saintseiyags.altervista.org
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